Razzismo ittiologico

La reazioni negative, e a dire il vero un po’ eccessive, apparse sulla pagina Facebook di Pesca in Mare a commento della foto – che improvvisamente è sparita – ma che ripubblichiamo, richiedono un minimo di chiarimento. Facebook è una straordinaria vetrina di condivisione, ma a volte è una brutta bestia che sfugge al controllo. Personalmente non avrei pubblicato la foto, non tanto per eccesso di pruderie ambientalista, ma per rispetto ad uno splendido pesce, e all’inutilità della cattura se non per fini sportivi (leggi record IGFA). Salvo errori od omissioni parliamo infatti di uno squalo tigre, specie sicuramente in sofferenza anche se non sotto minaccia di estinzione, aggiungendo che, pur ignorando il destino post mortem dell’esemplare in questione, parliamo di uno squalo molto sfruttato economicamente.
Detto questo, personalmente non amo molto le foto trofeo, però capiamoci: se la più grande associazione al mondo di pesca ricreativa (IGFA) fa dei record uno dei suoi cavalli di battaglia, è bene prendere una posizione univoca e provare a capire cosa è esattamente un pescatore ricreativo/sportivo, tema per il quale non basterebbero di certo poche righe. Scandalizzarsi per ogni pesce pescato mi sembra eccessivo, arrivare all’insulto è ridicolo e squalificante, e di certo non si può essere vittime di razzismo ittiologico: tutti (o quasi) i tonni vengono rilasciati a prescindere dalle norme, perché così vuole l’attuale tendenza, però siamo fra i maggiori consumatori di tonno in scatola, e in fondo se non si vuole essere ittiorazzisti, dal punto di vista etico uno sparaglione non è molto diverso da uno squalo tigre e meriterebbe lo stesso rispetto.
Detto questo ci dispiace certo aver toccato la sensibilità di alcuni pescatori, e sottolineiamo come abbiamo sempre fatto, l’inutilità di togliere all’ecosistema prede che non abbiano un seguito gastronomico o che siano in sofferenza biologica. Critichiamo però a prescindere gli sgradevoli estremismi verbali (anche se rivolti ai protagonisti dell’immagine e non a Pesca in Mare), e confermiamo come sempre la nostra politica di rispetto per il mare e per tutto quello che ci vive dentro. Chiudendo con un concetto base: no a inutili mattanze, si a un catch&release ragionato. Il primo pesce me lo tengo e me lo mangio, il secondo lo regalo agli amici, il terzo lo rilascio.

Stefano Navarrini

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