Traina con il vivo – E’ necessario trainare con la marcia inserita?

Capita spesso di trainare su fondali omogenei a profondità costante, magari che si estendono per diverse centinaia di metri. In queste particolari situazioni e soprattutto se s’insidiano prevalentemente predatori di fondo come cernie, dentici e pagri, sostituire la traina lenta con lo scarroccio sembra essere la soluzione che da i maggiori risultati. Questa tecnica può essere effettuata a qualsiasi profondità compresa tra i 20 ed i 90 metri. Il concetto di base parte dalla conoscenza del fondale e di conseguenza dalla passata da far fare alle esche, spinti dal vento e dalla corrente. Questo non significa che la nostra azione di pesca dovrà essere concentrata in una zona limitata, ma almeno dovremo avere un’idea della conformazione del fondale, delle cigliate e della secca in generale. Verificata la direzione della barca, ci si deve portare ad inizio secca per compiere una passata quanto più possibile ottimale passando nelle aree in cui potrebbero stazionare i predatori. Sono ovviamente da preferire i grandi pianori che alternano grandi formazioni rocciose a tratti sabbiosi, situazioni in cui la passata è molto lunga e consente un’azione di pesca prolungata.

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